p 345 .

Per riflettere e discutere.

 1.     La  luce della ragione. L'immagine della luce (e del fuoco)
  associata  alla  ragione   una caratteristica  ricorrente  nella
  storia  della  filosofia. Ricercane l'origine  e  i  momenti  pi
  significativi  in cui  stata usata, dal "fuoco" di  Eraclito,  a
  Platone, a Plotino, ... a Locke, all'illuminismo. Quali sono  gli
  aspetti nuovi e originali dei "lumi" del Settecento?

       "Osa  conoscere".  Questo  -  secondo  Kant  -    il  motto
  dell'illuminismo; esso implica che il filosofo debba possedere una
  qualit  che,  facendo  un riferimento a Platone,  non    tipica
  dell'"anima razionale", ma dell'"anima irascibile": il  coraggio.
  Leggendo  anche le notizie biografiche sui vari filosofi,  spiega
  perch il filosofo illuminista deve essere, di solito, coraggioso".
  Cerca quindi di

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  ricostruire  come  il  tema  del  coraggio  sia  presente   nella
  filosofia antica e in quella moderna.

 3Spirito  di  sistema  e spirito sistematico. Questa  distinzione,
  fatta da d'Alembert nel Discorso preliminare dell'Enciclopedia, 
  diventata  un luogo comune per definire l'illuminismo.  Chiarisci
  in che cosa consiste.

 4.     Manovali e architetti. Ogni costruzione  sempre  stata  il
  frutto  di  architetti e manovali; l'Enciclopedia si  propone  di
  coordinare  il  loro  lavoro.  Partendo  da  questa  immagine  di
  Diderot,  indica  quali  sono le nuove caratteristiche  che  deve
  avere   la   filosofia  per  poter  assolvere   al   compito   di
  coordinamento del sapere umano.

 5.      Locke,   Leibniz   e  Voltaire.  Di   fronte   al   Saggio
  sull'intelletto umano di Locke, Leibniz e Voltaire - appellandosi
  entrambi  alla ragione - hanno reazioni molto diverse  fra  loro:
  esponile in forma sintetica.

 6.     Il  materialismo    un punto di vista  tradizionale  nella
  filosofia  occidentale,  da Democrito a Spinoza,  e  anche  molti
  illuministi  sono materialisti. Quali sono i filosofi illuministi
  che   aderiscono   al   materialismo?   Quali   le   novit   che
  contraddistinguono il loro pensiero rispetto ad  altre  posizioni
  materialiste?

 7.     Rousseau e lo "stato di natura". Quale metodo usa  Rousseau
  per  cercare di conoscere le condizioni dello "stato di  natura"?
  Che   senso  ha  -  per  lui  -  conoscere  o  ipotizzare  quelle
  condizioni?  Quale  giudizio egli formula sul  progresso  che  ha
  consentito  di uscire dalla "stato di natura" e ha  portato  allo
  "stato di civilt"?

 8.     Rousseau e il contratto sociale. Quali critiche fa Rousseau
  ai  sostenitori della teoria contrattualistica? Perch -  secondo
  lui  -  se lo stato moderno fosse frutto di un contratto sociale,
  questo  contratto  sarebbe paradossale? Da che  cosa  nascono  le
  guerre,  secondo Rousseau? Quale nuovo patto egli propone  perch
  sia garantita la libert, che  un diritto inalienabile di tutti?

 9.    La volont generale. L'affermazione della "volont generale"
  deve  essere  l'unico obiettivo dello stato. Che  cosa    -  per
  Rousseau  - la "volont generale"? In quale rapporto sta  con  la
  volont del singolo?

10.  La  maggioranza  e  la  legge.  In  uno  stato  democratico  i
  provvedimenti vengono presi a maggioranza. Quali sono  -  secondo
  Rousseau  -  i  rischi  di  ricorrere  sempre  e  comunque   alla
  maggioranza numerica per prendere una decisione? In quale modo  
  possibile  garantire che la legge sia espressione della  "volont
  generale"? Qual  il ruolo del governo?

11.   Rousseau  e  l'educazione.  Perch  il  bambino    come  "un
  arboscello  nato in mezzo a una strada, che i passanti  farebbero
  presto  morire"?  Perch la scuola tradizionale  particolarmente
  dannosa  alla  crescita del fanciullo? Quali sono  gli  strumenti
  essenziali individuati da Rousseau per l'educazione dei giovani?

12.  Orologi  e  orologiai.  Fra Seicento e  Settecento  cresce  in
  maniera   smisurata  il  fascino  suscitato  dall'orologio:   una
  macchina  fra  le  pi complesse di quei tempi  e,  in  pi,  una
  macchina  legata al tempo, cio al divenire; il simbolo, potremmo
  dire,  della capacit dell'uomo di ricondurre il divenire a leggi
  fisico-matematiche oggettive e universali, della  possibilit  di
  conoscere  e dominare, oltre le cose, il tempo. Non    un  caso,
  quindi,  che  pensando a Dio ricorra l'immagine  dell'orologio  e
  dell'orologiaio. In che senso viene utilizzata questa immagine da
  Rousseau? In che cosa si differenzia dall'uso che ne aveva  fatto
  Leibniz?



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13.   Armonia   e  caos.  Convinto  che  l'universo  sia  governato
  dall'armonia,  Rousseau non pu accettare che  anche  il  caotico
  prodotto  degli  uomini (le loro azioni e  la  loro  storia)  sia
  riconducibile a quell'armonia. Come egli cerca di superare questa
  contraddizione?

14. Rousseau e il sentimento. All'interno dell'illuminismo esistono
  una   gamma  vastissima  di  sfumature  e  -  insieme  al   ruolo
  insostituibile  della ragione - costanti richiami  al  sentimento
  (come  abbiamo  gi  visto  in Hume). Che  cosa  rappresenta  per
  Rousseau il sentimento, e in quale rapporto il sentimento si pone
  con la ragione?

15.  Teoria  e pratica di governo. A partire dal Cinquecento  si  
  sviluppata rapidamente la scienza della politica, che ha prodotto
  un  notevole  apparato  teorico in grado di  definire  lo  "stato
  moderno"; gli illuministi sembrano essere consapevoli che i tempi
  sono maturi per un cambiamento radicale nel modo di governare gli
  stati.  L'opera di Montesquieu  senza dubbio il frutto di questa
  consapevolezza:  accanto, quindi, all'analisi delle  tradizionali
  forme  di  governo, egli fa una proposta articolata per costruire
  il  nuovo  tipo  di  stato,  quello che  sar  noto  come  "stato
  liberale".  Qual  l'analisi e quale la proposta di  Montesquieu?
  Come    possibile - nel nuovo stato - conciliare  uguaglianza  e
  diversit dei cittadini?

16.  L'economia  come scienza. La cultura del Settecento  si  rende
  conto  che  i contrasti e gli scontri fra i grandi stati  moderni
  dell'Europa,  al  di  l delle motivazioni  politiche,  morali  o
  religiose,   hanno   rilevanti  implicazioni   economiche   e   -
  soprattutto   -   enormi  costi.  Non  si  pu  quindi   ignorare
  ulteriormente  il  problema della "ricchezza delle  nazioni".  E'
  possibile,    attraverso   un'indagine   di   tipo   scientifico,
  individuare  gli  strumenti per conservare  e  accrescere  quella
  ricchezza:  nel diciottesimo secolo si confrontano due posizioni,
  una  sostenuta da F. Quesnay e l'altra da A. Smith. Quali sono  i
  punti essenziali delle due teorie? Quali gli elementi di contatto
  e quelli pi evidenti di divergenza?

17.  Una societ ingiusta, ma ricca. Perch - secondo A. Smith - da
  una  societ ingiusta ma ricca, come quella industriale  moderna,
  derivano inequivocabili vantaggi per tutti i cittadini?

18.  Vico  e Descartes. La riflessione filosofica di Vico parte  da
  una  critica  al razionalismo cartesiano: quale sono gli  aspetti
  essenziali di questa critica?

19.  Pensare  non  conoscere. Questa affermazione di  Vico  -  che
  ritroveremo in Kant - riconoscere che la ragione pu svolgere una
  attivit  (pensare) diversa e pi ampia di quella del  conoscere:
  quali sono per Vico i fondamenti e i limiti della conoscenza?

20.  La  "scienza nuova". Perch secondo Vico la storia   scienza?
  Perch    la  sola  scienza possibile? Quali  sono  i  risultati
  prodotti da questa nuova scienza?

21.  La  storia e il progresso. La concezione vichiana della storia
  esclude l'idea di un progresso ininterrotto delle vicende umane e
  -  in questo - sembra differenziarsi nettamente dall'ottimismo di
  certo     razionalismo    illuminista.    Ci    sono    esponenti
  dell'illuminismo  che giudicano in maniera negativa  i  risultati
  del  "progresso"?  Possono in qualche modo  essere  assimilati  a
  Vico?

22.   Filosofia  e  scienza.  Parlando  dell'illuminismo  italiano,
  abbiamo  accennato al contributo che dal nostro paese viene  alla
  ricerca  scientifica  del  Settecento: che  rilevanza  pu  avere
  questo   contributo  nello  sviluppo  complessivo  della  cultura
  italiana del diciottesimo secolo?

23.  Contro la pena di morte. Ricostruisci in maniera schematica le
  argomentazioni sostenute da C. Beccaria per negare qualsiasi tipo
  di utilit alla pena di morte.



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24.  Lo  "spirito di esattezza". In che senso si pu  dire  che  lo
  "spirito   di   esattezza"      la   caratteristica   essenziale
  dell'illuminismo tedesco?

25. Wolff e Leibniz. Fortemente influenzato da Leibniz, il pensiero
  di  Wolff va comunque al di l della lezione del maestro: in  che
  cosa se ne differenzia?

26.  Lessing  e la religione. La critica di Lessing alla  religione
  mira  a  ricondurre  le  questioni  religiose  nell'ambito  delle
  attivit della ragione: come avviene questa operazione e quali ne
  sono le conseguenze?

27.  Luci  e  bagliori.  I filosofi del "secolo  dei  lumi"  vedono
  risplendere  e  vogliono  diffondere sull'Europa  la  luce  della
  ragione, ma forte  anche il bagliore che viene dal rogo dei loro
  libri,  condannati da vescovi e tribunali. Di  l  a  poco  altri
  bagliori, quelli della Rivoluzione francese, evocheranno la  luce
  della   Ragione  illuminista,  che  sar  posta  da   Robespierre
  addirittura   sugli  altari  di  un  nuovo  culto  laico.   Anche
  l'illuminismo,  quindi,  non riesce a sottrarsi  al  destino  che
  sembra  segnare la filosofia occidentale, impegnata costantemente
  nella distruzione dei pregiudizi, nella ricerca ininterrotta  del
  vero,  e  costantemente utilizzata come strumento di potere  e  -
  spesso  -  di oppressione. Quali sono gli aspetti che  accomunano
  l'illuminismo alla tradizione filosofica dell'Occidente e che, in
  qualche  modo, dopo i mostri generati dal "sonno della  ragione",
  portano  ai  mostri  generati dalla "veglia e dal  dominio  della
  ragione"?
